Riporto qui il testo della lettera che Dragan Petrovic, corrispondente dell’ANSA e di Radio Popolare da Belgrado, scrisse… anzi, che la sua cagnetta Donna dettò a Dragan nel 1999, sotto le bombe della NATO, perché la recapitasse a Buddy, il labrador di Bill Clinton, allora presidente degli USA.

Parlavo del nostro incontro con Dragan e di questa lettera nella prima parte del mio diario del viaggio lungo il Danubio serbo con Radio Popolare, Viaggiare i Balcani, ViaggieMiraggi e Slow Food.

Eccola qui, è un piccolo gioiello, non c’è altro da aggiungere:

UNA ‘VITA DA CANI’ A BELGRADO

BELGRADO, 7 MAGGIO 1999

“Caro Buddy, sono una vecchia belgradese, ho 7 anni, mi chiamo Donna Petrovic e sono un cocker spaniel; so che tu sei un bellissimo labrador che vive alla Casa bianca a Washington. Anche io sono bella e sono convinta che, come me, avverti a casa tua che da 44 giorni sta succedendo qualcosa di strano. Ora ti spiego come si vede tutto questo qui, a casa mia.

All’inizio pensavo che si stesse preparando una grande festa: tanto cibo, tante cose da bere… ma ora nessuno mangia… fumano tutti come matti (cioè, come al solito)… nessuno cucina, mangiano tutti in fretta, sandwich, sandwich e ancora sandwich… non ci capisco niente. Puoi immaginare la mia paura quando ho sentito per la prima volta le sirene, non sapevo dove fuggire. Grazie a Dio i miei padroni non scendono nei rifugi, perché ci sono tanti belgradesi che lasciano i loro cani a spasso e altra gente che non permette l’ingresso dei cani nei rifugi. Puoi immaginare una signora da casa come me con tutti questi mascalzoni da strada!

Ma poi, una bella sera (anzi una bruttissima sera), è caduta la prima bomba. Tutta la casa tremava e sono molto grata al mio padrone che, dopo aver abbracciato la figlia, ha preso anche me nelle sue mani. ‘Lui non ha paura’, mi son detta, dunque non devo averne neanche io. Per 24 ore con le candele, ma non c’era nessuna torta e non era il compleanno di nessuno. Ma questa strana situazione presenta anche alcuni piccoli vantaggi: per esempio manca l’acqua e dunque il pericolo di farmi un bagno è sospeso, almeno per il momento. Le passeggiate sono sempre più corte e devo fare in fretta ciò che devo fare.

Caro Buddy, la mia vita è cambiata tanto, non voglio dirti che soffro ma parla un po’ con il tuo padrone e cerca di spiegargli i problemi anche dal nostro punto di vista. Da bravo cane, fedele al tuo padrone Bill, tu mi chiederai perché io non abbia scritto questa lettera al presidente jugoslavo ma vedi, caro Buddy, ci avevo pensato, ma c’è un piccolo problema. Miloševic non ama neanche i cani.”

Grazie infinite a Dragan, che apposta per me è andato a recuperare il testo nel suo archivio.